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    Mai più fascismi

    "MAI PIU' FASCISMI" - Campagna di raccolta firme
  • Campagna Tesseramento 2017/2018

    Campagna Tesseramento 2017/2018

    Dal 1 ottobre si apre la campagna di tesseramento 2017/2018 dell'Arci.
  • Campagna Ero Straniero

    Campagna Ero Straniero

    Raccolta firme per la campagna Ero Straniero

Il circolo Arci Donini organizza un corso base di cucito creativo, per imparare le più semplici tecniche da utilizzare anche e soprattutto in caso di bisogno quotidiano (rattoppare un buco, cucire un orlo, accorciare un pantalone etc). Il corso si terrà tutti i venerdì dalle 16 alle 18, a partire dal 3 marzo 2017. Il corso avrà inizio al raggiungimento del numero minimo di 6 partecipati e prevede un numero massimo di 10 iscritti. Il corso ha un costo di 10 € a incontro, che comrpende anche il kit di cucito e i materiali forniti di volta in volta dall'insegnante. Il corso è tenuto da Luciana Tabai, sarta confezionista da oltre 30 anni. La partecipazione è riservata ai soci Arci. Iscrizioni: Arci Donini 0376 365930. Informazioni: Luciana Tabai 331 4485865.

«In dieci anni, dal 2005 al 2015, la quota di famiglie in povertà assoluta è raddoppiata. L’incremento si è registrato esclusivamente in famiglie il cui capofamiglia (sic) ha meno di 65 anni». Questa frase è stata pronunciata nei giorni scorsi dal presidente dell’Inps Boeri nel corso di una audizione in Commissione Lavoro al Senato sul DDL Povertà. Un paradosso storico: al contrario del passato, quando le fasce economicamente vulnerabili erano costituite perlopiù da anziani, ora la fascia dei poveri è costituita in gran parte da coloro che anziani ancora non sono. Della situazione soffrono soprattutto le fasce giovanili, con una disoccupazione ormai bloccata oltre al 30%, il crescente fenomeno dei Neet, la massiccia precarizzazione del lavoro, il collasso dell’accesso al credito, ed infine l’interrompersi di quell’ascensore sociale che aveva consentito a intere generazioni di famiglie proletarie di diplomarsi, laurearsi e realizzarsi nel lavoro. Ma un altro aspetto preoccupa di questo quadro: i sociologi affermano che, specie presso i Neet, si è molto affievolita la coscienza del proprio stato di indigenza, che non vi è una razionale consapevolezza della povertà che pure si soffre sulla propria pelle. Le migliaia di circoli dell’Arci costituiscono da sempre un termometro privilegiato per misurare la febbre della società italiana aldilà dei numeri prodotti dalle ricerche degli studiosi.

Il 19 e 20 Gennaio 2017 si è tenuta a Roma l'assemblea Nazionale di Arci Servizio Civile, che ha rappresentato anche un modo per festeggiare i trent’anni dell'Associazione. Per Arci Servizio Civile Mantova hanno partecipato due delegati: il presidente Mirco Dei Cas e il consigliere Veronica Giatti, oltre a Elisa Mirandola, invitata al Congresso in quanto volontaria in servizio presso Arci Mantova. In 30 anni di storia ASC ha accresciuto la propria consapevolezza e identità, quella di essere titolari di una funzione rilevante nella attuazione del Servizio Civile Nazionale e nella costruzione del Servizio Civile Universale, terza generazione del servizio civile in Italia. Questo è un dato particolarmente rilevante nel momento in cui l’aggravamento della situazione generale del Paese e dell’Unione Europea possono chiamarci a impegni inediti. Per questo i temi proposti dal Presidente Licio Palazzini nella sua relazione introduttiva (che trovate qui) hanno trovato ampio consenso anche nelle istituzioni e organizzazioni esterne che hanno preso parte ai lavori dell'assemblea.

Continuano al circolo Arci Primo Maggio le proposte per gli amanti della fotografia. Se febbraio è il mese del concorso fotografico, a marzo sarà il turno di chi vuole imparare ad utilizzare Adobe Lightroom, il software di elaborazione e modifica di foto digitali. Il corso è articolato in quattro serate, che saranno definite non appena raggiunto il numero minimo di partecipanti. Il costo del corso è di 50€ per i soci Arci, mentre è di 60€ per i non soci (nella cifra è inclusa la tessera Arci).Per iscriversi contattare Mauro (3478830470), Dario (3494565474) o Luciano (3358414061).

Il 13 ottobre 2015, ormai più di un anno fa, la Camera licenziò in prima lettura la proposta di riforma della legge sulla cittadinanza n.91/92. Quel giorno le organizzazioni della campagna L'Italia sono anch'io, che tra il settembre 2011 e il marzo 2012 avevano raccolto più di 200mila firme su due proposte di legge di iniziativa popolare sulla riforma della cittadinanza e il riconoscimento del diritto di voto amministrativo dei cittadini stranieri, sperarono in una rapida approvazione definitiva della riforma da parte del Senato. Invece non solo la legge non è stata approvata, ma non è neanche iniziata la discussione nella competente Commissione Affari Costituzionali. L’impegno del Presidente Grasso ad accelerarne l’iter, ma soprattutto le promesse fatte in un incontro con i promotori della campagna e con esponenti del movimento #ItalianiSenzaCittadinanza dalla relatrice Lo Moro (PD) e dall’allora Presidente della Commissione Finocchiaro (PD), oggi ministro per i rapporti col Parlamento, di calendarizzare e approvare la legge subito dopo il referendum del 4 dicembre, sono state disattese.

Gessica, Rosanna, Tiziana, Ylenia, sono solo alcuni degli ultimi nomi di donne che la cronaca registra come vittime di femminicidio o tentato femminicidio nelle prime due settimane del 2017. Non solo, ma spesso sul web le vittime sono dileggiate, così come vengono dileggiate e minacciate donne della politica, giornaliste e tante altre. Si parla di misoginia dilagante e di problema culturale, a me sembra piuttosto un odio di genere a volte purtroppo ripetuto anche da soggetti di sesso femminile. Questo massacro non si fermerà con dichiarazioni di principio. Quasi tutte le donne avevano chiesto aiuto, quasi tutte si erano rivolte alla polizia, eppure sono morte lo stesso. Spesso nei tribunali e sulla stampa prevale ancora una mentalità che colpevolizza le donne e si rende complice degli uomini che abusano di loro. I centri antiviolenza che sanno come fare per difendere le donne, sono finanziati a singhiozzo e raramente hanno il denaro sufficiente per gestire le case rifugio. Nella scuola non si fa prevenzione, non si educano le ragazze a riconoscere il pericolo e a difendersi. Non si educano i ragazzi al rispetto del limite. La violenza sulla donna è un problema strutturale che affonda le sue radici nella disparità trai sessi e nella discriminazione. Queste radici non sono affatto state estirpate nonostante le leggi ci siano. Abbiamo combattuto molto per ottenerle ma non c’è l’impegno sufficiente perchè siano rispettate.

Si chiuderà il prossimo 28 febbraio il bando di "Obiettivi sul Lavoro", lo storico concorso cinematografico e audiovisivo promosso da Ucca (Unione dei Circoli Cinematografici Arci) insieme ad Arci, con il sostegno della Direzione Generale per il Cinema del MiBACT. Il concorso si propone di selezionare e diffondere film e opere audiovisive che affrontino i vari aspetti legati al tema del lavoro. Il focus di questa sesta edizione del concorso – la prima online - è centrato sul fenomeno dei co-working, dei fablab e, in generale, della sharing economy, in un momento in cui la creatività sta diventando una capacità con un ruolo fondamentale nella produzione di servizi, così come le forme collaborative e di condivisione di pratiche e saperi. Con questa edizione si vogliono quindi indagare le trasformazioni del lavoro in questi ambiti, provando a mettere in evidenza opportunità e pericoli per la qualità della vita delle persone. La partecipazione al concorso è gratuita. Le domande vanno inviate a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o per posta a Ucca, via dei Monti di Pietralata 16, 00157 Roma. Possono partecipare film di fiction, animazione e documentari di durata massima di 60 minuti e videoclip della durata massima di 3 minuti, realizzati a partire dall’anno 2016 su qualsiasi supporto analogico e digitale, in lingua italiana (o in versione con sottotitoli italiani).

L'Arco e le Pietre

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