Anche a Mantova nasce il Comitato mantovano per la Campagna “Ero straniero – l’umanità che fa bene” a seguito dell’incontro di confronto promosso presso la sede di Acli provinciale da Acli stesso e Arci Mantova il 6 luglio scorso, le due organizzazioni insieme a Articolo 3, Auser Mantova, Forum Terzo Settore Mantova, Libera Mantova, Sucar Drom e Sinistra Italiana, hanno condiviso le finalità della campagna nazionale e l’opportunità di promuovere anche nel territorio provinciale mantovano la raccolta firme con l’obiettivo di partecipare al raggiungimento della quota di 50.000 in tutt’Italia, necessarie per portare in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare “Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari” volta al sostanziale superamento della cd.“Bossi-Fini”. La campagna ha preso il via il 1° maggio e dovrà raggiungere l’obiettivo di firme entro 6 mesi dalla data di avvio.

Arci, promotore della campagna "L'Italia sono anch'io", da anni si batte per il riconoscimento del diritto di cittadinanza per i cittadini stranieri nati in Italia e finchè non verrà approvata una legge di riforma della cittadinanza, continua la campagna di mobilitazione. Arci Mantova invita pertanto tutti i cittadini e cittadine a partecipare al presidio che si terrà il prossimo 16 maggio dalle 10.30 alle 12.30 davanti alla Prefettura. Il Decreto Legge Minniti-Orlando rappresenta un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese. Attraverso un uso improprio della legislazione di urgenza, anziché intervenire sulle tante contraddizioni e i limiti dell’attuale legislazione, introduce nuove norme di discutibile efficacia, senza peraltro migliorare l’efficienza del sistema. In particolare l’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo e la sostanziale abolizione del contraddittorio nell’unico grado di giudizio, viola il diritto di difesa di cui all’art.24 della Costituzione, e preclude la valutazione in concreto della persona del ricorrente e del suo eventuale percorso di inclusione sociale ai fini della valutazione sul rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Per gestire e governare in modo efficace e lungimirante il fenomeno migratorio occorrono, invece, norme che favoriscano i flussi d’ingresso e la permanenza regolare dei cittadini stranieri, contrastando così il lavoro nero e lo sfruttamento. Riteniamo inoltre non accoglibile la pretesa di ricondurre la materia del “decoro urbano” al tema della sicurezza, avallando una concezione dell’ordine pubblico che non produce vera sicurezza ma, al contrario, rischia di creare maggiore insicurezza criminalizzando la marginalità sociale, senza preoccuparsi di intervenire per combattere la povertà e la marginalità di un numero crescente di cittadini.

Il 13 ottobre 2015, ormai più di un anno fa, la Camera licenziò in prima lettura la proposta di riforma della legge sulla cittadinanza n.91/92. Quel giorno le organizzazioni della campagna L'Italia sono anch'io, che tra il settembre 2011 e il marzo 2012 avevano raccolto più di 200mila firme su due proposte di legge di iniziativa popolare sulla riforma della cittadinanza e il riconoscimento del diritto di voto amministrativo dei cittadini stranieri, sperarono in una rapida approvazione definitiva della riforma da parte del Senato. Invece non solo la legge non è stata approvata, ma non è neanche iniziata la discussione nella competente Commissione Affari Costituzionali. L’impegno del Presidente Grasso ad accelerarne l’iter, ma soprattutto le promesse fatte in un incontro con i promotori della campagna e con esponenti del movimento #ItalianiSenzaCittadinanza dalla relatrice Lo Moro (PD) e dall’allora Presidente della Commissione Finocchiaro (PD), oggi ministro per i rapporti col Parlamento, di calendarizzare e approvare la legge subito dopo il referendum del 4 dicembre, sono state disattese.

Il disegno di legge C. 3264 presentato il 29 luglio 2015 alla Camera dalla deputata del PD Marilena Fabbri intende modificare la legge n. 91/1992 in materia di cittadinanza, soprattutto per i minori stranieri. Le proposte di modifica rappresentano, indubbiamente, un passo avanti rispetto all’attuale legislazione per tutti quei minori che, nati in Italia o che qui hanno vissuto gran parte della loro vita, ambiscono a diventare cittadini a pieno titolo. Rispetto alla proposta di legge di iniziativa popolare della Campagna L’Italia sono anch’io, che ha raccolto più di 200mila firme e che è stata depositata il 6 marzo 2012, il DDL Fabbri presenta sostanziali differenze ma non può negarsi che abbia il condivisibile concreto obiettivo di consentire ai minori stranieri forme di acquisizione della cittadinanza maggiori di quelle, scarse, attuali.

A seguito del bando emesso a marzo 2015, Arci Mantova ha selezionato 19 giovani che, per un anno, svolgeranno il servizio civile a supporto delle attività del comitato e nei circoli di Arci Mantova. 10 ragazze e 9 ragazzi su 3 progetti e 6 sedi di servizio: Arci Mantova, Tom, Papacqua e Virgilio in città, Dallò a Castiglione delle Stiviere e Casbah a Pegognaga. Il compito dei 12 ragazzi e ragazze in servizio presso i circoli sarà quello di supportare i direttivi degli stessi nella creazione di relazioni più strutturate sia con i soggetti presenti nelle realtà territoriali cui fanno riferimento i circoli che all’interno della rete Arci. I 7 volontari e volontari in servizio presso i comitato provinciale avranno invece il compito di supportare Arci Mantova nella progettazione sociale, in particolare in quella a sostegno delle attività dei circoli tradizionali. L’ultimo progetto è coordinato da Arci Lombardia ed è volto a potenziare le relazioni e le comunicazioni fra il comitato di mantova e gli altri comitati Arci della Lombardia.

Nel 2012, in coincidenza con le celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, è stata organizzata da alcuni enti ed associazioni, fra cui Arci Mantova, una campagna nazionale di raccolta firme per sostenere una proposta di legge sui diritti di cittadinanza e il diritto di voto alle persone straniere che vivono, studiano e lavorano regolarmente in Italia. A tre anni di distanza dalla consegna delle 110.000 firme, ancora nulla è stato modificato nella legislazione italiana al fine di riconoscere agli stranieri che da anni lavorano, studiano, crescono nel nostro paese, i diritti più elementari di cittadinanza.

Arci ha aderito alla “Coalizione per il Matrimonio Egualitario”, impegnandosi per la promozione ed il riconoscimento di pieni diritti per le coppie omosessuali, individuando nell'accesso al matrimonio di rito civile l'urgenza per una piena cittadinanza. Abbiamo immaginato che il contributo di una grande associazione popolare possa essere quello di costruire su questo tema opinione, rivolgendoci in prima istanza al nostro corpo sociale, perchè la battaglia per l'estensione dello stato di diritti diventi patrimonio collettivo. In collaborazione con Ucca abbiamo stipulato un accordo per promuovere ed agevolare la diffusione del documentario “Lei disse sì” come strumento di animazione territoriale e di iniziativa politica. E' uno strumento straordinario perchè immediato e coinvolgente, di grande forza comunicativa, molto adatto a parlare ad un pubblico molto ampio. Lorenza Soldani ed Ingrid Lamminpää, le due protagoniste del documentario, hanno creduto in questa collaborazione con Arci mettendosi a disposizione del territorio per partecipare alle proiezioni e per costruire insieme a noi iniziative di approfondimento.

INFO: www.leidissesi.net - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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