La regione del Mediterraneo è una polveriera ed il mare è oramai un cimitero a cielo aperto: dall’inizio del 2015 nel “Mare Nostrum” sono morte più di 1700 persone. Questa drammatica situazione ha responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi europei che non consentono nessuna via d'accesso sicura e legale nel territorio dell’UE e costruiscono di fatto quelle barriere che provocano migliaia di morti nel Mediterraneo, nel Sahara, nei paesi di transito, nella sacca senza uscita che si è creata in Libia. Aumentare le risorse per avere più controlli e più mezzi per pattugliare le frontiere, anziché salvare vite umane, è sbagliato e non fermerà le persone che vogliono partire per l’Europa.

Nel 2012, in coincidenza con le celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, è stata organizzata da alcuni enti ed associazioni, fra cui Arci Mantova, una campagna nazionale di raccolta firme per sostenere una proposta di legge sui diritti di cittadinanza e il diritto di voto alle persone straniere che vivono, studiano e lavorano regolarmente in Italia. A tre anni di distanza dalla consegna delle 110.000 firme, ancora nulla è stato modificato nella legislazione italiana al fine di riconoscere agli stranieri che da anni lavorano, studiano, crescono nel nostro paese, i diritti più elementari di cittadinanza.

Esprimiamo delusione e amarezza per i contenuti dell’Agenda europea sulle migrazioni presentata il 13 maggio dalla Commissione europea. Ancora una volta al centro non si colloca la salvaguardia della vita dei migranti, attraverso la messa in atto di operazioni di ricerca e salvataggio in mare e l’apertura di vie di ingresso legali, che è anche l’unica risposta efficace alla tratta degli esseri umani che si dice di voler combattere. Si triplicano invece le capacità e i mezzi delle operazioni Triton e Poseidon dell’agenzia Frontex per il 2015 e il 2016, finalizzate alla sicurezza delle frontiere e non alla ricerca e al salvataggio dei naufraghi, e non se ne amplia il raggio di azione. Si stabilisce in 20mila il numero di posti per i rifugiati da distribuire nei diversi paesi europei; una cifra ridicola, se rapportata ai trecentomila arrivati l’anno passato alle frontiere europee.

Dal 24 al 28 marzo si terrà a Tunisi il prossimo Forum Sociale Mondiale, al cui coordinamento Arci aderisce da anni e porta il proprio contributo su molti temi: pace e guerra, Palestina, politiche sociali, lavoro, ambiente, democrazia e partecipazione, lotta al neoliberismo, diritti delle donne, giovani generazioni e cultura. Il programma del Forum è ancora in preparazione ma sicuramente migranti e rifugiati saranno di nuovo al centro dell’evento.

Il circolo Arci Fuzzy organizza, in collaborazione con Arci Mantova, “I Colori Di Valletta - Percorsi di inte(g)razione” quattro incontri sul tema dell’intercultura nel quale verranno affrontati i temi della discriminazione razziale, dell'esilio e dell'integrazione degli immigrati attraverso il dialogo con alcuni esperti, cibo etnico e intermezzi musicali. Il primo dei quattro incontri (uno al mese fino a giugno) si terrà venerdì 21 marzo alle 19 sul tema “Dalle discriminazioni al razzismo" che vedrà gli interventi di Carlo Berini e Miriam Salussolia di Articolo 3 - Osservatorio Antidiscriminazioni, e Mirella Cova, docente dell'Istituto Superiore Bonomi Mazzolari.

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