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    Più cultura meno paura: dal primo ottobre parte la campagna adesioni.
  • Bando Servizio Civile 2018

    Bando Servizio Civile 2018

    Pubblicate qui le graduatorie PROVVISORIE del bando del 20 agosto 2018. 
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Campagne (98)

In un’aula semideserta si è concluso l’iter di approvazione della riforma costituzionale. Siamo consapevoli che la seconda parte della Costituzione ha bisogno di modifiche per aiutare un processo di riavvicinamento tra i cittadini e la politica ma la necessità di una riforma non può indurre ad accettare qualsiasi proposta. Questa riforma non ci piace: c’è stata una sorta di tradimento di uno dei punti fondanti della democrazia costituzionale nel momento in cui si è voluto riformare la Carta con una iniziativa del Governo, e non del Parlamento. E non ci è parso un buon esercizio nemmeno brandire ‘mediaticamente’ la riduzione dei costi della politica come uno dei motivi principali per il superamento del bicameralismo perfetto. Ma quel che consideriamo più negativo è l’abbinamento di questa riforma a una legge elettorale come l’Italicum: tramite questo combinato, il rischio di un accentramento di poteri nelle mani del Governo diventa realtà, e si sceglie di privilegiare la cosiddetta governabilità a scapito della rappresentanza e della centralità del Parlamento. L’intero impianto insomma si fonda sull’idea di una democrazia decidente, che potrà comprimere ulteriormente la partecipazione e la volontà dei cittadini.

Le vicende legate all’immigrazione, in particolare agli arrivi di persone in cerca di protezione (che provengono, nell’80% dei casi, da Siria, Afganistan e Iraq), vengono sempre più rappresentate in maniera distorta e strumentale. Una rappresentazione che ha prodotto una diffusa ostilità nei confronti dei profughi, e più in generale degli stranieri, che rischia di peggiorare il clima delle relazioni nelle nostre città. A partire da questa preoccupazione e su sollecitazione della Rete della Conoscenza, abbiamo realizzato un opuscolo per decostruire i "luoghi comuni” sui migranti. Si tratta di una proposta arrivata da loro, in un momento nel quale anche noi stavamo riflettendo su cosa fare per contrastare le retoriche pubbliche razziste, dalla quale è anche scaturita l’idea del calendario 2016 che avete già avuto modo di vedere e, forse, di apprezzare. La pubblicazione la potete trovare qui.
INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 0641 609503

Domenica 17 aprile dalle 7 alle 23 si terrà il referendum abrogativo della norma introdotta dall’ultima Legge di Stabilità, che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas che insistono nella zona di mare vicina alla costa di non avere più scadenza. Arci Mantova aderisce al comitato del si e vi segnala alcuni eventi informativi: giovedì 14 aprile alle 21 al Centro Culturale di Pegognaga il le motivazioni del Comitato del Sì verranno spiegate da don Roberto Fiorini di Acli e dall’onorevole Marco Carra del Pd. Venerdì 15 aprile alle 17.30 nella Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi a Mantova il Comitato Anti Trivelle ha organizzato un incontro che vedrà la partecipazione degli onorevoli Marco Carra (Pd) e Giovanna Martelli (Sinistra Italiana), Dario Balotta di Legambiente, del consigliere regionale Andrea Fiasconaro (Movimento 5 Stelle) e Sergio Cordibella, presidente di Italia Nostra Mantova. Per chi volesse volesse avere maggiori informazioni può leggere qui il testo dell’appello lanciato dal comitato per il sì mentre qui può scaricare il logo del comitato per la pubblicizzazione sui social media. 

Il Senato ha finalmente approvato il Ddl sul Terzo Settore, che tornerà nei prossimi giorni alla Camera per la terza lettura. In questi due anni il testo del provvedimento è molto cambiato rispetto all’impostazione originaria, accogliendo le proposte e le richieste delle organizzazioni del Terzo Settore circa la nuova formulazione dell’impresa sociale, il servizio civile nazionale, il ruolo delle reti associative. Va inoltre valutata positivamente l’introduzione della definizione (art.1) che valorizza le finalità civiche e solidaristiche delle organizzazioni sociali. Rimangono però alcune norme ancora poco definite che per l’ARCI e molte altre associazioni di promozione sociale come la nostra, sono invece molto importanti: ad esempio, non è chiaro come dovranno essere inquadrate le attività di autofinanziamento delle associazioni ed è poco comprensibile il permanere della differenziazione tra i volontari che operano nelle Organizzazioni di Volontariato e tutti gli altri (che sono la stragrande maggioranza); un’anomalia tutta italiana.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, lunedì 21 marzo l’Arci, insieme a Cittalia, ha presentato la campagna di comunicazione del progetto Prism (Prevenire, Modificare e Inibire i discorsi d’odio sui nuovi Media), coordinato dall’Arci con un partenariato internazionale di cinque paesi europei (Italia, Francia, Romania, Spagna, Inghilterra) e finanziato dall’unione europea. I promotori della campagna hanno prodotto uno spot video (https://www.youtube.com/channel/UC48eakDmuJJ3616Ba2orxgw) e il volume “Discorsi d’odio e social media: criticità, strategie e pratiche di intervento” che è possibile scaricare qui.

Finalmente una buona notizia: il Senato ha approvato in via definitiva la legge che istituisce la Giornata nazionale delle vittime dell’immigrazione. Un risarcimento simbolico per le famiglie di quelle 368 persone che il 3 ottobre del 2013 persero la vita nel mare di fronte a Lampedusa, una delle più grandi stragi di migranti degli ultimi anni. Nel frattempo le morti sono continuate, nel tentativo di attraversare le frontiere di un Europa sempre più fortezza, che di fronte a un esodo storico si barrica dietro muri e recinzioni. Un esodo che non potrà che crescere, visto il diffondersi delle guerre e delle violenze in tanti paesi africani e in medio oriente, con l’intervento attivo, purtroppo, di paesi europei. Così migliaia di persone premono alle frontiere europee, accampate, in condizioni disumane, in attesa di poter entrare nel territorio dell’UE per chiedere protezione.

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