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    Più cultura meno paura: dal primo ottobre parte la campagna adesioni.
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    Pubblicate qui le graduatorie PROVVISORIE del bando del 20 agosto 2018. 
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E’ nato il comitato nazionale delle associazioni “Vota SI per fermare le trivelle”. Lavorerà per invitare i cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare SI per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare. Far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale, è la vera posta in gioco di questo referendum.

Con il voto di fiducia al Senato degli scorsi giorni sul testo di legge sulle unioni civili l'Italia si dota per la prima volta di una legge che norma i diritti delle coppie conviventi, ma non è la legge che volevamo. Una sconfitta culturale, per una discussione pubblica a tratti violenta, farcita di tesi discriminatorie e delegittimanti. Una sconfitta per le bambine e i bambini a cui non sarà riconosciuto il diritto all'unità familiare, bambine e bambini che saranno un po' meno uguali degli altri. Una sconfitta per le tante coppie omosessuali che non vedranno comunque pienamente equiparati i loro diritti, ma coi nuovi distinguo che sottolineano la distanza dall'istituto giuridico del matrimonio. La scomparsa del vincolo di fedeltà ne è l'esempio più chiaro, carico di una forte valenza simbolica.

L’Unione Europea è sempre più lontana dai principi di democrazia, solidarietà e giustizia: il cinismo e l’egoismo sembrano caratterizzare le azioni promosse dai governi e dalle istituzioni europee. Alla tragedia che si sta compiendo sotto i nostri occhi, i governi rispondono con nuove misure di chiusura e mettendo in campo un apparato internazionale di guerra sempre più ampio. L’Europa chiede alla Turchia di fermare le decine di migliaia di persone che affollano il confine e di farsi carico di quelle che riescono a passare in cambio dei tre miliardi d’euro promessi, senza nessun cenno alla questione Kurda in questa trattativa, ai diritti umani calpestati in Turchia.

Il progetto di riforma del Terzo settore sembra parcheggiato su un binario morto: da un lato i rallentamenti sono dovuti all’affollamento legislativo della commissione Affari Costituzionali; dall’altro sono causati dall’elevato numero di emendamenti presentati, col rischio che l’impianto originario del ddl venga stravolto, in peggio. Fra questi, vi è la completa riscrittura della normativa fiscale del terzo settore con l’eliminazione della figura di ente non commerciale. In pratica, la qualifica di soggetto di terzo settore, con i conseguenti benefici di legge, verrebbe attribuita non più tenendo conto delle finalità dell’ente ma solo della tipologia dell’attività svolta. In pratica, le associazioni che autofinanziano le proprie attività attraverso i servizi erogati ai propri soci verrebbero assimilate, a tutti gli effetti, a imprese profit, penalizzando di fatto (e non premiando) tutti quei i soggetti che non pesano sui contributi pubblici.

La rete di Miseria Ladra, promossa da Libera e Gruppo Abele, la Campagna Sbilanciamoci, l'Arci e la Rete della Conoscenza promuovono una campagna rivolta agli amministratori locali, al Parlamento e al Governo italiano e alle istituzioni europee per chiedere di porre fine alle politiche di austerità e, in ogni caso, di escludere la spesa sociale dal Patto di stabilità. Il 18 novembre il presidente della CE Juncker ha annunciato ai cittadini europei che le spese per la sicurezza e l'acquisto di armi saranno considerate spese straordinarie da non far rientrare nel patto di stabilità.

"Non è passato. E’ memoria" è la frase scelta quest'anno dall’Arci per la Giornata della Memoria 2016, che sarà di ispirazione alle tante manifestazioni culturali e non solo che la nostra Associazione organizzerà in tutta Italia. Non parliamo di passato perché nuove discriminazioni colpiscono ancora oggi le categorie più deboli della nostra società, perché la rabbia sociale spesso si sfoga trovando negli ultimi facili bersagli, perché l’insicurezza e la paura vengono strumentalizzate per alimentare razzismo e intolleranza. E’ la memoria, la lettura degli orrori che hanno segnato il secolo scorso, che può aiutarci nella comprensione di un presente caratterizzato ancora da guerre e violenza, e fornirci strumenti per progettare un futuro diverso.

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