• Campagna Tesseramento 2018/2019

    Campagna Tesseramento 2018/2019

    Più cultura meno paura: dal primo ottobre parte la campagna adesioni.
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    MantovaJazz 2018

    Dal 3 ottobre al 24 novembre si terrà la 37^ edizione di MantovaJazz.
  • Bando Servizio Civile 2018

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    Pubblicato il calendario dei colloqui di selezione qui.
Campagne

Campagne (98)

Arci Mantova aderisce alla grande manifestazione nazionale per i diritti delle nuove famiglie. Il 23 gennaio molte piazze italiane si mobiliteranno per dire che vogliamo un'Italia libera dalle discriminazioni, in cui tutti i cittadini e le cittadine abbiano gli stessi diritti, tra cui il diritto di vedere riconosciuta la propria famiglia come tale. L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso: persone che non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri. A Mantova l'appuntamento è sabato 23 gennaio alle 17 in Piazza Mantegna. 

Il 10 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei Diritti umani, l’Arci ha lanciato la campagna #giàfamiglia, aprendo una riflessione sul nuovo concetto di famiglia. Il 12 marzo 2015 l'Europarlamento a Strasburgo si è espresso a favore del riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio tra persone dello stesso sesso considerandolo come un diritto umano, universale e inalienabile per tutti i cittadini, indispensabile per la salute ed il benessere psicofisico della persona, il diritto all’unione e all’unità familiare. In Italia il diritto di famiglia è fermo ad un impianto legislativo la cui ossatura risale agli anni settanta, che non prevede la differenziazione degli istituti familiari e che non riesce in alcun modo a stare al passo con i tempi in una società che evolve velocemente.

Domenica 29 novembre alle 11 a Mantova, in contemporanea con tante altre città del mondo, si terrà una grande mobilitazione contro il cambiamento climatico e le politiche economiche e sociali che lo hanno prodotto, con una grande marcia e un concerto per il clima. Lo scopo è quello di chiedere ai nostri governanti – che saranno alla Conferenza sul Clima di Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre – un accordo vincolante per la riduzione dei gas serra e per rafforzare i territori più vulnerabili, che garantisca la tutela del pianeta dall’innalzamento della temperatura globale e giustizia climatica per tutti. La marcia, promossa a livello nazioanel da numerose organizzazioni fra cui Arci, Legambiente, CGIL, Uisp, WWF, partirà da Piazza Martiri di Belfiore verso Corso Umberto, per poi concludersi in Piazza Martiri di Belfiore.

Venerdì 13 novembre è stato presentato ai parlamentari di Camera e Senato il documento che riguarda l’attuazione della riforma della “Buona Scuola”. “La scuola che cambia il Paese” è una piattaforma che raccoglie 32 associazioni di studenti, insegnanti, genitori, forze sociali, sindacali e del terzo settore, costituitasi nella primavera del 2015, durante l’iter legislativo della “Buona Scuola”, per proporre una visione di cambiamento dell'istruzione pubblica italiana che abbia al centro i giovani e il loro futuro. La piattaforma ha elaborato delle proposte per modificare l' impianto della legge 107/2015 di riforma della scuola. Il documento completo è scaricabile qui.

L’Arci, che da sempre si batte per vedere pienamente affermato il diritto alla libertà di informare ed essere informati, è tra i promotori – insieme a molte altre organizzazioni e a centinaia di operatori del settore - dell’appello lanciato da Stefano Rodotà, Marino Bisso, Arturo Di Corinto e Giovanni Maria Riccio contro ogni legge bavaglio, in particolare contro la delega al governo in materia di intercettazioni. Consideriamo infatti particolarmente grave e pericoloso sottrarre al dibattito parlamentare un tema così delicato, che riguarda il diritto dei cittadini ad essere informati su questioni di interesse pubblico contenuti negli atti delle inchieste giudiziarie.

Quaranta anni fa, la sera del 2 novembre del 1975, Pier Paolo Pasolini veniva ucciso in circostanze mai del tutto chiarite. Con il suo assassinio non veniva meno solo la sua persona fisica, ma si concludeva un periodo che aveva segnato profondamente la storia del nostro paese. Si concludeva il “lungo 68” italiano. Mentre in altre parti d’Europa e del mondo quello straordinario movimento esaurì presto la propria carica nobilitatrice e innovativa, in Italia, grazie all’incontro tra operai e studenti, tra ceti medi, intellettuali e classi popolari, durò negli anni e contribuì in modo determinante a democratizzare e modernizzare la nostra società. Aiutando anche la crescita della sinistra politica nel nostro paese.

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