• Campagna Tesseramento 2017/2018

    Campagna Tesseramento 2017/2018

    Dal 1 ottobre si apre la campagna di tesseramento 2017/2018 dell'Arci.
  • Mantova Jazz, sezione YOUNG

    Mantova Jazz, sezione YOUNG

    Al via il Mantova jazz sezione YOUNG, artisti brillanti under 35.
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    Campi e laboratori antimafia

    Contributi per la partecipazione ai campi e laboratori antimafia
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    Campagna Ero Straniero

    Raccolta firme per la campagna Ero Straniero
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Il 3 novembre si è tenuto a Roma l'incontro nazionale per il welfare sociale, promosso dal Forum del Terzo Settore, per dare voce ai milioni di persone che ogni giorno si impegnano per un Paese più giusto e solidale, nella convinzione che solo la creazione di una rete di politiche e servizi per l’infanzia, gli anziani, le famiglie, per la lotta a ogni forma di esclusione e povertà possa ridare fiducia alla società e far ripartire il futuro.

Siamo ormai, insieme alla Grecia, l’unico stato dell’Unione europea che all’interno del proprio ordinamento non prevede alcun tipo di riconoscimento per i matrimoni same sex, unioni civili e coppie di fatto. Un ritardo che ci è costato sanzioni e richiami, e che continua a ledere il diritto alla “vita privata” e alla “vita familiare” di tanti cittadini e cittadine. Arci è impegnata insieme alle altre associazioni che compongono la Coalizione per il matrimonio egualitario per il riconoscimento di una piena uguaglianza, perseguibile attraverso l’accesso al matrimonio di rito civile. Siamo convinti che solo così si potrà parlare di estensione di cittadinanza.

Bannare i forsennati del cyber-razzismo, impedire la diffusione dell’odio non è solo un atto di responsabilità civile. È, per chi fa il giornalista, l’adempimento della regole-base della professione, quella che impone a tutti i giornalisti il dovere di restituire la verità sostanziale dei fatti. Associazione Carta di Roma insieme alla European Federation of Journalists e Articolo 21, con l'adesione dell'Ordine dei Giornalisti, della Federazione nazionale della stampa italiana e dell'Usigrai lancia la campagna #nohatespeech chiedendo ai giornalisti di non restare passivi di fronte ai discorsi d’odio; ai lettori e agli ascoltatori di isolare chi esprime discorsi di odio, di non intavolare con loro alcun dialogo, nemmeno attraverso risposte indignate, e di evitare qualunque atto che possa anche parzialmente legittimarli come soggetti di un confronto; alle testate giornalistiche italiane ed europee e ai loro editori di attuare delle procedure di moderazione che consentano di sopprimere tempestivamente i commenti d’odio e di bannare i loro autori; ai proprietari e agli amministratori dei social network di adottare procedure semplificate per sostenere le redazioni giornalistiche e gli utenti nel segnalare i discorsi d'odio ed escludere i loro autori dalla comunità della rete. È possibile firmare la petizione qui.

Una delegazione dell’Arci si è recata nei giorni scorsi ad Atene, per consegnare a “Solidarity for All” i fondi raccolti nei primi quaranta giorni della campagna a sostegno delle strutture di mutuo soccorso in Grecia. 30mila euro destinati a sostenere le urgenze più impellenti – prime fra tutte l’assistenza a migranti e rifugiati, e i materiali scolastici per gli studenti alla ripresa della scuola. La delegazione Incontrerà fra gli altri Theano Fotiou, esponente della società civile d ministra per gli affari sociali del primo governo Tsipras, Myrtos Bolota, che coordina Solidarity for All e Haris Golemis, della Fondazione Poulanzas, fra gli animatori della rete europea di solidarietà. Intanto la campagna continua, e partiranno anche i gemellaggi con le strutture territoriali dell’Arci. Anche questo è un modo per ricominciare a darsi una mano, come sta facendo la parte buona dei popoli europei, dopo un periodo in cui, con la crisi che ci è piombata addosso, in tutta Europa ci siamo rinchiusi nei nostri confini, cercando di resistere ognuno a casa sua. La Grecia è stata lasciata molto sola, fino a luglio. A ciascuno ora in Europa spetta di trovare il modo perché ciò non accada più, e provare a unire le forze per battere l’austerità ed affermare democrazia e diritti.

Il disegno di legge C. 3264 presentato il 29 luglio 2015 alla Camera dalla deputata del PD Marilena Fabbri intende modificare la legge n. 91/1992 in materia di cittadinanza, soprattutto per i minori stranieri. Le proposte di modifica rappresentano, indubbiamente, un passo avanti rispetto all’attuale legislazione per tutti quei minori che, nati in Italia o che qui hanno vissuto gran parte della loro vita, ambiscono a diventare cittadini a pieno titolo. Rispetto alla proposta di legge di iniziativa popolare della Campagna L’Italia sono anch’io, che ha raccolto più di 200mila firme e che è stata depositata il 6 marzo 2012, il DDL Fabbri presenta sostanziali differenze ma non può negarsi che abbia il condivisibile concreto obiettivo di consentire ai minori stranieri forme di acquisizione della cittadinanza maggiori di quelle, scarse, attuali.

Il DDL di riforma del Terzo settore che era stato approvato con un iter accelerato alla Camera è ora fermo da mesi al Senato per ragioni di natura tecnica e politica. Da un lato, la commissione Affari Costituzionali del Senato, alla quale è stata affidato il provvedimento, è quella dal calendario di gran lunga più affollato; dall’altro il senatore Lepri, relatore del DDL, ha ritenuto di apportarvi anche modifiche molto sostanziali come la riscrittura delle caratteristiche dei CS, alla ridefinizione civilistica di ente non commerciale, all’introduzione di importanti modifiche dell’impresa sociale, all’aggiornamento della parte fiscale, fino alla stessa definizione di ente di Terzo settore contenuta nell’art. 1. I ritardi sono dovuti quindi anche alla contrapposizione di due visioni diverse: da una parte chi preferisce una legge di riordino e adeguamento della normativa già esistente, dall’altra chi raffigura una riscrittura più radicale e complessiva. Le organizzazioni del terzo settore sembrano molto tiepide rispetto a questo ritardo, e per un semplice motivo: il testo uscito dalla Camera aveva bisogno di una revisione su alcuni punti importanti, e quindi è meglio dedicare del tempo per produrre una buona legge che approvare in fretta una legge dall’applicazione problematica. Questa è anche l’opinione del Forum del Terzo settore che, pur apprezzando una serie di modifiche annunciate dal sen. Lepri, vede tutti i pericoli di una radicale rimessa in discussione dei capisaldi della legislazione vigente. Le leggi hanno lo scopo di riordinare, innovare e promuovere ma non possono non tenere conto della realtà per come si è affermata nel corso degli anni. É anche il caso del Terzo settore italiano: tutti enfatizzano il grande contributo che dà alla crescita sociale ed economica del paese, ma introdurre modifiche radicali al suo assetto rischia di fargli perdere identità e valore.

INFO: http://www.arci.it/news/arci-report/arcireport/arcireport-29-2-settembre-2015/il-difficile-iter-del-disegno-di-legge-di-riforma-del-terzo-settore/#sthash.r9LmeFJm.dpuf 

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