• Campagna Tesseramento 2018/2019

    Campagna Tesseramento 2018/2019

    Più cultura meno paura: dal primo ottobre parte la campagna adesioni.
  • MantovaJazz 2018

    MantovaJazz 2018

    Dal 3 ottobre al 24 novembre si terrà la 37^ edizione di MantovaJazz.
  • Bando Servizio Civile 2018

    Bando Servizio Civile 2018

    Pubblicato il calendario dei colloqui di selezione qui.
Campagne

Campagne (98)

E' arrivato il momento di decidere da che parte stare: la guerra ai migranti deve essere fermata, produce tragedie e barbarie. Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace. Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti. Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze. Da queste ragioni è nata, ad opera di numerosi cittadine e cittadini, intellettuali, artisti, esponenti di associazioni e del mondo cattolico la “Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi” che si terrà Venezia l’11 settembre e, parallelamente, in tutta Italia e nella città di Mantova. E' l'inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano. Per chiedere con forza i primi quattro necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali: certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature; accoglienza degna e rispettosa per tutti; chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti; creazione un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino. La partenza della marcia mantovana, cui il comitato provinciale aderisce, è prevista alle ore 19.30 da Piazza Canossa con arrivo in Piazza Martiri di Belfiore.

INFO: http://donneuominiscalzi.blogspot.it/ 

Sul gioco d’azzardo patologico (GAP) la nostra associazione, negli ultimi mesi, è stata oggetto di polemiche strumentali, che potevano tuttavia trovare un fondamento nell’assenza di una nostra iniziativa di carattere unitario e nazionale. La nostra partecipazione alla campagna “Mettiamoci in gioco” è stata per un lungo periodo solo formale, senza un impegno diretto e un coinvolgimento della nostra associazione.

La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali, stabilendo che “lo Stato italiano deve introdurre il riconoscimento legale per coppie dello stesso sesso” e riconoscendo un risarcimento di 5000 euro per danni morali a ognuno dei ricorrenti. Le tre coppie avevano fatto ricorso a Strasburgo contro l’impossibilità di vedersi riconoscere l’unione in patria. Dopo lo straordinario risultato referendario dell’Irlanda, che lo scorso maggio ha riconosciuto che il matrimonio può essere contratto da due persone dello stesso sesso, l’Italia resta ancora una volta indietro, posizionandosi tra i nove paesi europei (insieme a Grecia, Cipro, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania) che non hanno ancora previsto alcun tipo di tutela per le coppie omosessuali, che si parli di matrimonio o di unioni civili.

Arci promuove una campagna di raccolta fondi a favore dei centri di solidarietà sociale in Grecia che da anni sostengono greci, immigrati e richiedenti asilo affrontando collettivamente le conseguenze disastrose dell'austerità. L'Arci, che è nata dal mutuo soccorso italiano, e con i suoi cinquemila circoli è al servizio della partecipazione popolare, sta dalla loro parte. Facciamo appello ai nostri soci e socie, a tutte le persone e alle comunità di fare altrettanto, subito. Sono più di quattrocento, gestiti da volontari e dagli stessi utenti, fra ambulatori e farmacie sociali, mense e ristoranti sociali, botteghe alimentari a costo zero, doposcuola, scuole di musica e di informatica, corsi di lingua, centri di assistenza legale, filiere di distribuzione alimentare senza intermediari, spazi di economia sociale, strutture di sostegno per chi ha perso la casa, è senza lavoro o è sommerso dai debiti.

A causa dei risultati elettorali e delle grida all’emergenza immigrati, rischia di passare in secondo piano, o peggio inosservata la presentazione fatta il 5 giugno della ricerca statistica Istat su “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia” commissionata dal Dipartimento delle Pari Opportunità. I dati presentati prendono in considerazione gli ultimi cinque anni sino al 2014. Purtroppo confermano che una donna su tre tra i 16 e i 70 anni ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, in Italia ma anche all’estero, e non c’è molta differenza se la donna è italiana o migrante, comunque il 31% la subisce, ovvero quasi 7 milioni di donne (esattamente 6milioni 788mila). Malgrado le paure alimentate dai razzisti di turno, la violenza più grave ti aspetta dentro casa, infatti viene inflitta alle donne proprio dai partner, dagli ex, dai parenti e/o amici di famiglia per oltre il 62%.

Secondo il Rapporto mondiale sul lavoro minorile 2015 dell’ILO (organizzazione Internazionale del Lavoro) sono almeno 168 milioni i bambini e gli adolescenti nel mondo costretti a lavorare, di cui 85 milioni in lavori altamente rischiosi. L’agricoltura il settore con la più alta presenza di minori – 98 milioni – ma bambini e adolescenti sono coinvolti anche in attività domestiche, nel lavoro in miniera o nelle fabbriche, spesso in condizioni di estremo pericolo e sfruttamento. Il lavoro minorile è presente anche in Italia e riguarda almeno 340mila minori sotto i 16 anni, di cui 28mila coinvolti in attività molto pericolose per la loro sicurezza, salute e ai limiti dello sfruttamento.

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