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    "MAI PIU' FASCISMI" - Campagna di raccolta firme
  • Campagna Tesseramento 2017/2018

    Campagna Tesseramento 2017/2018

    Dal 1 ottobre si apre la campagna di tesseramento 2017/2018 dell'Arci.
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    Campagna Ero Straniero

    Raccolta firme per la campagna Ero Straniero
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Campagne (98)

Il voto sul TTIP previsto per il 10 giugno a Strasburgo slitta a data da destinarsi. Lo ha deciso il presidente Schulz applicando l’articolo 175 del regolamento del Parlamento Europeo dopo essersi consultato con il presidente della Commissione Commercio Internazionale (INTA). Il motivo? I 200 emendamenti arrivati in aula e la richiesta di voti separati e con chiamata nominale. Toccherà probabilmente di nuovo a INTA decidere sugli emendamenti e le proposte presentate in plenaria. Di fronte al ‘rischio’ di una crisi della grande coalizione (Socialisti, Popolari e Liberali) che detiene la maggioranza dei voti nel Parlamento europeo si è preferito quindi non votare. La mobilitazione di questi giorni di cittadini e reti di movimento, grazie ai due milioni di firme raccolte e alla pressione diretta della società civile sui Parlamentari Europei, ha certamente giocato un ruolo fondamentale nel rafforzare queste spaccature. Dunque, le criticità sollevate durante questo periodo dalla Campagna Stop TTIP non erano vaneggiamenti privi di basi, bensì riguardavano pericoli concreti di mutamenti irreversibili dell’ordinamento democratico europeo e nazionale.

La regione del Mediterraneo è una polveriera ed il mare è oramai un cimitero a cielo aperto: dall’inizio del 2015 nel “Mare Nostrum” sono morte più di 1700 persone. Questa drammatica situazione ha responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi europei che non consentono nessuna via d'accesso sicura e legale nel territorio dell’UE e costruiscono di fatto quelle barriere che provocano migliaia di morti nel Mediterraneo, nel Sahara, nei paesi di transito, nella sacca senza uscita che si è creata in Libia. Aumentare le risorse per avere più controlli e più mezzi per pattugliare le frontiere, anziché salvare vite umane, è sbagliato e non fermerà le persone che vogliono partire per l’Europa.

Col deposito delle firme alla Camera, si è concluso il primo passo formale importante della Campagna Un’altra Difesa è possibile. La raccolta delle 50mila firme è avvenuta in tutta Italia, nel corso degli ultimi sei mesi, da centinaia di associazioni, gruppi, movimenti delle principali Reti del mondo pacifista, nonviolento, disarmista e del servizio civile, fra cui Arci. La legge propone l’istituzione di nuovi organismi e modalità per una difesa non armata e non violenta quali il servizio civile, la protezione civile, i corpi civili di pace e un Istituto di ricerche sulla pace ed il disarmo.

Nel 2012, in coincidenza con le celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, è stata organizzata da alcuni enti ed associazioni, fra cui Arci Mantova, una campagna nazionale di raccolta firme per sostenere una proposta di legge sui diritti di cittadinanza e il diritto di voto alle persone straniere che vivono, studiano e lavorano regolarmente in Italia. A tre anni di distanza dalla consegna delle 110.000 firme, ancora nulla è stato modificato nella legislazione italiana al fine di riconoscere agli stranieri che da anni lavorano, studiano, crescono nel nostro paese, i diritti più elementari di cittadinanza.

Dal 2008 al 2014 la crisi in Italia, secondo i dati Istat, ha più che raddoppiato i numeri della povertà relativa ed assoluta: dieci milioni di italiani e italiane vivono in condizioni di povertà relativa, e sei milioni in condizioni di povertà assoluta. Più la povertà aumenta, più le diseguaglianze si ampliano, più le mafie si rafforzano. Per questo motivo Libera, Gruppo Abele e numerose associazioni della società civile, fra cui Arci, chiedono al Parlamento di calendarizzare a breve in aula una discussione per l’istituzione del reddito minimo o di cittadinanza, così come da tempo ci chiede l’Europa (è una misura prevista già da tutti i paesi europei, con l’esclusione di Italia e Bulgaria).

Esprimiamo delusione e amarezza per i contenuti dell’Agenda europea sulle migrazioni presentata il 13 maggio dalla Commissione europea. Ancora una volta al centro non si colloca la salvaguardia della vita dei migranti, attraverso la messa in atto di operazioni di ricerca e salvataggio in mare e l’apertura di vie di ingresso legali, che è anche l’unica risposta efficace alla tratta degli esseri umani che si dice di voler combattere. Si triplicano invece le capacità e i mezzi delle operazioni Triton e Poseidon dell’agenzia Frontex per il 2015 e il 2016, finalizzate alla sicurezza delle frontiere e non alla ricerca e al salvataggio dei naufraghi, e non se ne amplia il raggio di azione. Si stabilisce in 20mila il numero di posti per i rifugiati da distribuire nei diversi paesi europei; una cifra ridicola, se rapportata ai trecentomila arrivati l’anno passato alle frontiere europee.

L'Arco e le Pietre

Campagna tesseramento 2016/2017

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