• Campagna Tesseramento 2018/2019

    Campagna Tesseramento 2018/2019

    Più cultura meno paura: dal primo ottobre parte la campagna adesioni.
  • MantovaJazz 2018

    MantovaJazz 2018

    Dal 3 ottobre al 24 novembre si terrà la 37^ edizione di MantovaJazz.
  • Bando Servizio Civile 2018

    Bando Servizio Civile 2018

    Pubblicato il calendario dei colloqui di selezione qui.

Ripartono per l’edizione 2018 i campi e laboratori antimafia promossi da Arci, Cgil, Spi Cgil, Flai Cgil, Rete degli studenti medi e Unione degli universitari. I 19 campi e laboratori in programma si svolgeranno in diverse località delle province di Palermo, Verona, Reggio Calabria, Venezia, Brindisi, Lecco, Pesaro-Urbino, Crotone, distribuite su 6 regioni; ad essere coinvolti saranno centinaia di giovani volontari provenienti da tutta Italia. I campi e laboratori, infatti, propongono l’esperienza diretta di lavoro sui beni o terreni confiscati alle mafie, per comprendere le buone pratiche di riutilizzo sociale degli stessi come beni comuni restituiti alla collettività e numerose occasioni di formazione con visite guidate in luoghi simbolo della lotta alla mafia, testimonianze di familiari di vittime di mafia e di associazioni impegnate nell’antimafia sociale, workshop e seminari. Tante anche le attività culturali, dalla presentazione di libri alla proiezione di film (molti dei quali selezionati dalla rassegna “L’Italia che non si vede” promossa dall’Unione dei Circoli Cinematografici Arci), a momenti di confronto a partire dai manuali “Appunti di antimafia”, pubblicazioni Arci che rappresentano un compendio sulla storia di Cosa Nostra e della ‘ndrangheta, e “Cento passi in sessanta parole”, vocabolario antimafia edito da Liberetà, a laboratori di giornalismo e workshop fotografici.

Domenica 26 febbraio si sono riuniti tutti i soggetti della rete "La nostra Europa", una una coalizione di associazioni, movimenti sociali, sindacati, organizzazioni e attori sociali (fra cui Arci) che è nata con lo scopo di promuovere una grande mobilitazione europea il 23,24,25 marzo a Roma, dove i leader della UE si incontreranno per celebrare i 60 anni di integrazione europea. L'idea della mobilitazione nasce dalla consapevolezza che, per salvare l'Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale ed ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla. Un grande patrimonio comune, fatto di conquiste e avanzamenti sul terreno dei diritti e della democrazia, si sta disperdendo insieme allo stato sociale, a speranze e ad aspettative. Negli ultimi anni, con trattati ingiusti, austerità, dominio della finanza, respingimenti, precarizzazione del lavoro, discriminazione di donne e giovani, anche in Europa sono cresciute a dismisura diseguaglianza e povertà. Oggi siamo al bivio: fra la salvezza delle vite umane o quella della finanza e delle banche, la piena garanzia o la progressiva riduzione dei diritti universali, la pacifica convivenza o le guerre, la democrazia o le dittature.

In un’aula semideserta si è concluso l’iter di approvazione della riforma costituzionale. Siamo consapevoli che la seconda parte della Costituzione ha bisogno di modifiche per aiutare un processo di riavvicinamento tra i cittadini e la politica ma la necessità di una riforma non può indurre ad accettare qualsiasi proposta. Questa riforma non ci piace: c’è stata una sorta di tradimento di uno dei punti fondanti della democrazia costituzionale nel momento in cui si è voluto riformare la Carta con una iniziativa del Governo, e non del Parlamento. E non ci è parso un buon esercizio nemmeno brandire ‘mediaticamente’ la riduzione dei costi della politica come uno dei motivi principali per il superamento del bicameralismo perfetto. Ma quel che consideriamo più negativo è l’abbinamento di questa riforma a una legge elettorale come l’Italicum: tramite questo combinato, il rischio di un accentramento di poteri nelle mani del Governo diventa realtà, e si sceglie di privilegiare la cosiddetta governabilità a scapito della rappresentanza e della centralità del Parlamento. L’intero impianto insomma si fonda sull’idea di una democrazia decidente, che potrà comprimere ulteriormente la partecipazione e la volontà dei cittadini.

Arci ha aderito allo sciopero generale del 5 maggio, il primo sciopero unitario da 7 anni a questa parte, che ha unito nella protesta le sigle sindacali più rappresentative di docenti e personale Ata, tutte le associazioni studentesche, le organizzazioni universitarie, le associazioni delle famiglie, l’Agenquadri, i firmatari dell’appello ‘La scuola che cambia il Paese’ (tra cui la presidente nazionale dell’Arci), e persino il Coordinamento nazionale medici. Il governo Renzi ha ribadito di voler approvare la sua riforma entro metà maggio, incurante delle proteste e delle proposte alternative emerse.

L'Arco e le Pietre

Campagna tesseramento 2016/2017

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