• Campagna Tesseramento 2018/2019

    Campagna Tesseramento 2018/2019

    Più cultura meno paura: dal primo ottobre parte la campagna adesioni.
  • Bando Servizio Civile 2018

    Bando Servizio Civile 2018

    Pubblicate qui le graduatorie PROVVISORIE del bando del 20 agosto 2018. 
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Sabato 10 Febbraio - Ore 16.30 - Arci Tom

Per scoprire cosa tiene insieme le erbacce, la globalizzazione e le migrazioni. Per cercare di riconoscere l’ecosistema in cui viviamo come un luogo plurale, meticcio, impregnato di storie, viaggi, scambi. Per dialogare su una nuova disciplina possibile: “l’ecologia delle migrazioni”. Con il conforto di numeri, atti, fenomeni sociali in corso nel nostro mondo. Con un'analisi delle politiche possibili per un'immigrazione sostenibile e solidale.

La partecipazione come valore fondante, unita al mutualismo, l’importanza della cultura e l’attenzione ai più bisognosi. L’Arci, una delle associazioni più diffuse in Italia compie sessant’anni e li celebra con una serie di eventi a livello nazionale, il primo dei quali, dal titolo “La democrazia sconfigge la crisi”, si è svolto a Roma il 7 aprile. “In occasione dei 60 anni vorremmo ribadire che oggi è più che mai necessaria una connessione tra la politica, le istituzioni e i cittadini - sottolinea Francesca Chiavacci, presidente di Arci nazionale - Ma questo è possibile solo se la sinistra, che è il nostro mondo politico di riferimento, torna a guardare ai bisogni dei cittadini. In un momento di grande crisi economica bisogna affrontare il conflitto che attraversa la società attraverso un’azione quotidiana e concreta. E’ quello che noi facciamo, autonomamente dai partiti, ogni giorno con le buone pratiche che vorremmo fossero maggiormente riconosciute e utilizzate dalla politica”. Tra i temi al centro dell’agenda che l’Arci sottopone alla politica ci sono la lotta alla disuguaglianza e alla povertà, l’accoglienza ai migranti, la laicità, la difesa dei diritti civili, la cultura e la legalità democratica. “Non bisogna inoltre dismettere la battaglia dell’antimafia sociale – continua Chiavacci – oggi le mafie hanno cambiato faccia e si devono combattere con nuovi strumenti”. Ad oggi l’Arci conta più di un milione di soci, 4800 circoli, 108 comitati territoriali e 19 comitati regionali. “Questa per noi è una grande responsabilità perché rappresentiamo tanti cittadini – conclude la presidente - Negli anni anche noi siamo cambiati, abbiamo adeguato le nostre attività. Sessant’anni fa si insegnava a leggere a scrivere, oggi bisogna insegnare a pensare”. Il racconto per immagini dei 60 anni di Arci è disponibile sul canale youtube di Arci Mantova: https://youtu.be/R6ivDu1RX7k 

In più di 40 paesi nel mondo le donne si stanno mobilitando per combattere le discriminazioni e la cultura del patriarcato, che alimentano la violenza maschile contro le donne nelle sue diverse forme. Anche in Italia, alla grande e partecipatissima manifestazione a Roma, il 26 e 27 novembre scorso, è seguita l’assemblea del 4 e 5 febbraio a Bologna, dove centinaia di donne da tutta Italia si sono ritrovate per confrontarsi su diversi temi: dall’applicazione della Convenzione di Istanbul alla situazione dei Centri Antiviolenza, dalle condizioni di lavoro alla salute delle donne, dalla situazione delle migranti all’educazione di genere. E allora l’8 marzo sarà SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE! Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alle diverse iniziative che si terranno durante la giornata dell'8 Marzo: dalle 9 alle 12 avrà luogo la passeggiata “Se io non valgo, allora mi fermo” con partenza Piazza Martiri di Belfiore (Mantova) e, alle 18 si terrà un presidio informativo sotto i portici di Via Pescheria a Mantova.

E' un paese crudele quello che calpesta la dignità dell'essere umano. E lo fa due volte, la prima non riuscendo a garantire e tutelare la libertà dell'uomo o della donna di scegliere di andarsene con dignità, la seconda trasformando un percorso personale, di dolore e onestà, in un grande salotto televisivo. E' un paese crudele, quello che ha la tracotanza di entrare nella sfera più intima di una persona, di soppesarne le scelte sulla pubblica piazza, di esprimere sentenze sul senso vero della vita e su quanto sia valore in sé anche quando si riduce a vuoto simulacro. Di quanto essa possa esser fatta di sguardi ed emozioni o di tanti fotogrammi di dolore legati indissolubilmente, senza tregua. Un paese incapace di affrontare senza furori ideologici il grande tema dell'autodeterminazione, e di quanto essa sia fatta di libertà e dignità, ma anche di informazione e consapevolezza. E' una discussione complessa che rischia di essere inquinata in origine da interventi strumentali che confondono il suicidio assistito con le dichiarazioni anticipate di trattamento, la sedazione profonda con l'eutanasia, minando qualsiasi possibilità di raggiungere con progressive consapevolezze traguardi importanti.

Il 13 ottobre 2015, ormai più di un anno fa, la Camera licenziò in prima lettura la proposta di riforma della legge sulla cittadinanza n.91/92. Quel giorno le organizzazioni della campagna L'Italia sono anch'io, che tra il settembre 2011 e il marzo 2012 avevano raccolto più di 200mila firme su due proposte di legge di iniziativa popolare sulla riforma della cittadinanza e il riconoscimento del diritto di voto amministrativo dei cittadini stranieri, sperarono in una rapida approvazione definitiva della riforma da parte del Senato. Invece non solo la legge non è stata approvata, ma non è neanche iniziata la discussione nella competente Commissione Affari Costituzionali. L’impegno del Presidente Grasso ad accelerarne l’iter, ma soprattutto le promesse fatte in un incontro con i promotori della campagna e con esponenti del movimento #ItalianiSenzaCittadinanza dalla relatrice Lo Moro (PD) e dall’allora Presidente della Commissione Finocchiaro (PD), oggi ministro per i rapporti col Parlamento, di calendarizzare e approvare la legge subito dopo il referendum del 4 dicembre, sono state disattese.

In occasione del 70° anniversario del voto alle donne, Arci Mantova, Anpi Mantova, Associazione Anna Frank e Istituto di Storia Contemporanea organizzano un incontro di approfondimento sul ruolo delle donne nella politica mantovana dal dopoguerra ad oggi, in particolare nel governo della Provincia di Mantova. L’appuntamento è per sabato 28 maggio alle ore 17 presso la Sala Civica di Viale Europa 31 a Mantova (ex circoscrizione). Ospite dell’incontro sarà Tania Righi, che presenterà il suo libro “Mantova: le donne al governo della Provincia. La presenza femminile nell’istituzione provinciale dagli anni cinquanta ad oggi”. Presenzierà all’evento, Maria Zuccati, prima donna eletta in consiglio provinciale. Ingresso libero.

Con il voto di fiducia al Senato degli scorsi giorni sul testo di legge sulle unioni civili l'Italia si dota per la prima volta di una legge che norma i diritti delle coppie conviventi, ma non è la legge che volevamo. Una sconfitta culturale, per una discussione pubblica a tratti violenta, farcita di tesi discriminatorie e delegittimanti. Una sconfitta per le bambine e i bambini a cui non sarà riconosciuto il diritto all'unità familiare, bambine e bambini che saranno un po' meno uguali degli altri. Una sconfitta per le tante coppie omosessuali che non vedranno comunque pienamente equiparati i loro diritti, ma coi nuovi distinguo che sottolineano la distanza dall'istituto giuridico del matrimonio. La scomparsa del vincolo di fedeltà ne è l'esempio più chiaro, carico di una forte valenza simbolica.

L’Unione Europea è sempre più lontana dai principi di democrazia, solidarietà e giustizia: il cinismo e l’egoismo sembrano caratterizzare le azioni promosse dai governi e dalle istituzioni europee. Alla tragedia che si sta compiendo sotto i nostri occhi, i governi rispondono con nuove misure di chiusura e mettendo in campo un apparato internazionale di guerra sempre più ampio. L’Europa chiede alla Turchia di fermare le decine di migliaia di persone che affollano il confine e di farsi carico di quelle che riescono a passare in cambio dei tre miliardi d’euro promessi, senza nessun cenno alla questione Kurda in questa trattativa, ai diritti umani calpestati in Turchia.

Arci Mantova aderisce alla grande manifestazione nazionale per i diritti delle nuove famiglie. Il 23 gennaio molte piazze italiane si mobiliteranno per dire che vogliamo un'Italia libera dalle discriminazioni, in cui tutti i cittadini e le cittadine abbiano gli stessi diritti, tra cui il diritto di vedere riconosciuta la propria famiglia come tale. L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso: persone che non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri. A Mantova l'appuntamento è sabato 23 gennaio alle 17 in Piazza Mantegna. 

Il 10 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei Diritti umani, l’Arci ha lanciato la campagna #giàfamiglia, aprendo una riflessione sul nuovo concetto di famiglia. Il 12 marzo 2015 l'Europarlamento a Strasburgo si è espresso a favore del riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio tra persone dello stesso sesso considerandolo come un diritto umano, universale e inalienabile per tutti i cittadini, indispensabile per la salute ed il benessere psicofisico della persona, il diritto all’unione e all’unità familiare. In Italia il diritto di famiglia è fermo ad un impianto legislativo la cui ossatura risale agli anni settanta, che non prevede la differenziazione degli istituti familiari e che non riesce in alcun modo a stare al passo con i tempi in una società che evolve velocemente.

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